State vendendo in base ai costi. Dovreste vendere in base al valore. La differenza vale migliaia di euro.
La PMI tipica calcola il prezzo così: costo + margine = prezzo. Il prodotto costa 50 euro, metto il 40% di margine, vendo a 70 euro. È logico — e sbagliato. Non perché la matematica sia errata, ma perché il prezzo non dovrebbe riflettere il vostro costo. Dovrebbe riflettere il valore che il cliente riceve. Se il vostro servizio da 70 euro fa risparmiare al cliente 2.000 euro, il prezzo dovrebbe essere 500 — non 70. State lasciando 430 euro sul tavolo ad ogni vendita perché avete paura di chiedere quello che valete.
Le 4 strategie di pricing per PMI (e quando usare quale)
1. Cost-plus pricing (costo + margine): prendete il costo totale (produzione + overhead) e aggiungete una percentuale fissa. Quando usarlo: prodotti commodity dove il mercato è trasparente sui prezzi (materie prime, prodotti standardizzati). Quando non usarlo: servizi, prodotti differenziati, consulenza — dove il valore percepito è scollegato dal costo.
2. Value-based pricing (prezzo basato sul valore): il prezzo riflette il valore che il cliente riceve, non il costo di produzione. Un avvocato che vi fa risparmiare 50.000 euro di tasse vale 5.000 euro — non importa se ha lavorato 3 ore o 30. Quando usarlo: servizi professionali, consulenza, soluzioni che generano ROI misurabile. Come calcolarlo: "Quanto costa al cliente NON risolvere questo problema?" → il prezzo è una frazione di quel costo.
3. Competitive pricing (allineamento al mercato): guardate cosa chiede il mercato e posizionatevi (sopra, uguale, o sotto). Quando usarlo: mercati maturi con molti competitor comparabili. Attenzione: competere sul prezzo più basso è una corsa al ribasso che nessuna PMI può vincere — i margini si assottigliano fino a zero.
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