La differenza tra 2% e 12% di conversione non è il prodotto. È la pagina.
Mandate traffico dalla campagna Google Ads alla homepage del sito. Il visitatore atterra, vede un menu con 7 voci, un carousel con 4 immagini, un "benvenuti" generico, e 3 box servizi. Non capisce cosa deve fare. Se ne va. Tasso di conversione: 1-2%. Ora mandate lo stesso traffico a una landing page dedicata: un titolo che parla del suo problema, una proposta chiara, 3 benefici, una testimonianza, e UN solo bottone "Richiedi preventivo". Tasso di conversione: 8-15%. Stessa campagna, stesso budget, stesso prodotto. La differenza è la pagina.
L'anatomia della landing page perfetta: le 7 sezioni
1. Hero (above the fold). Titolo che parla del problema del visitatore (non di voi), sottotitolo che promette la soluzione, e CTA visibile senza scrollare. Il visitatore deve capire in 3 secondi: cosa offrite, perché gli interessa, e cosa deve fare. Se deve scrollare per capire, avete già perso il 50%.
2. Problema. Descrivete il dolore che il visitatore sente — in modo così preciso che pensa "mi sta leggendo nel pensiero". Non generico ("le aziende hanno sfide") ma specifico ("spendete 3 ore a settimana a fare report che nessuno legge e non sapete se il marketing sta funzionando").
3. Soluzione. Come risolvete quel problema. 3-4 benefici concreti, ognuno con un'icona e 1-2 righe. Non feature ("il nostro software ha 47 funzionalità") ma benefici ("risparmi 15 ore al mese", "sai esattamente quanto costa ogni cliente", "decidi con i dati, non con l'intuito").
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