Il mercato food online in Italia vale 4.4 miliardi. La vostra marmellata artigianale può prenderne una fetta.
L'ecommerce alimentare italiano è esploso: +20% annuo dal 2020, 4.4 miliardi nel 2024. Ma non è un mercato per tutti — è un mercato per chi ha un prodotto con una storia, un margine sufficiente, e la capacità di comunicare perché il cliente dovrebbe comprare da voi invece che su Amazon Fresh. Le PMI food che vincono online non competono sul prezzo (impossibile contro la GDO) — competono sulla storia, sulla qualità percepita, e sull'esperienza.
Il prodotto giusto per l'ecommerce: non tutto si vende online
Funziona online: prodotti a lunga conservazione (olio, pasta, vino, miele, conserve, caffè), prodotti premium/artigianali con margine alto (il tartufo sì, le zucchine no), box e kit esperienziali (la box degustazione, il kit aperitivo, il pacco regionale), e specialità di nicchia introvabili altrove. Non funziona (o funziona male): prodotti freschi con shelf life corta (salvo abbiate una logistica perfetta), commodity (pasta barilla — Amazon la vende meno), prodotti con margine basso e peso alto (costi spedizione insostenibili).
La fotografia food: non si scherza
Nel food online il cliente compra con gli occhi — più che in qualsiasi altro settore. La foto del barattolo di miele su sfondo bianco vende. La foto del miele che cola su un toast caldo, con la luce del mattino e il vapore del tè affianco, vende 5 volte di più. Investite in uno shooting professionale: 500-1.500 euro per 20-30 prodotti con foto sia "catalogo" (sfondo bianco) che "lifestyle" (ambientate). Se fate DIY: luce naturale vicino alla finestra, sfondo legno chiaro o marmo, e lo styling del piatto (guarnizioni, contesto, accessori). Le foto brutte sono la prima ragione per cui un ecommerce food non vende.
Per continuare a leggere,
accedi al tuo account.
Il tuo account LANGA ti connette a tutta la Galaxy.
Articoli completi su tutti i blog Galaxy.
Un solo login, accesso ovunque.
Guadagna Leghe e sblocca contenuti premium.