Siete voi a fare il marketing dell’azienda? È il segnale che è ora di assumere.
Nella PMI tipica il marketing lo fa il titolare. O la segretaria. O il figlio che “è bravo con i social”. Il risultato: marketing incoerente, sporadico, e sempre in fondo alla lista delle priorità. A un certo punto arriva la domanda: “Non dovremmo assumere qualcuno per il marketing?”. La risposta è quasi sempre sì — ma il momento giusto, il profilo giusto, e il budget giusto non sono quelli che pensate.
Quando è il momento giusto (e quando no)
È il momento giusto se: il fatturato supera i 500.000 euro/anno (sotto, il marketing è ancora un investimento da fare in outsourcing o col fondatore). Se avete già validato almeno un canale marketing che funziona (sapete che Google Ads vi porta clienti, o che il passaparola è il vostro canale principale) — il dipendente deve scalare qualcosa che funziona, non inventare da zero. Se il fondatore dedica più di 10 ore/settimana al marketing e quelle ore servirebbero altrove.
Non è il momento se: non sapete ancora cosa funziona (prima testate con un’agenzia o un freelance per 6 mesi). Se il budget marketing totale è sotto i 1.500 euro/mese — il dipendente costa almeno 2.000 euro/mese lordi, e senza budget per strumenti e ads non può fare nulla. Se cercate qualcuno che “faccia tutto” — social, sito, ads, grafiche, copywriting, SEO, email marketing — perché quella persona non esiste (o costa 60.000+ euro/anno).
Che profilo cercare: il T-shaped marketer
Per il primo dipendente marketing non cercate uno specialista (solo SEO, solo ads). Cercate un “T-shaped marketer”: una persona con conoscenza ampia di tutti i canali (la barra orizzontale della T) e competenza profonda in 1-2 aree specifiche (la barra verticale). Il profilo ideale: 2-4 anni di esperienza in agenzia o in un’altra PMI, sa usare 3-4 strumenti (Google Analytics, un tool di email marketing, Canva, un social scheduler), ha gestito almeno un canale con risultati misurabili.
Le competenze non negoziabili: capacità di scrivere (copy decente, non letteratura), pensiero analitico (sa leggere un report, non solo produrlo), autonomia (non dovete dirgli cosa fare ogni mattina), curiosità (il marketing cambia ogni 6 mesi — chi non impara resta indietro).
Cosa NON cercare: il “guru” che vi promette risultati miracolosi. Il neolaureato che costa poco ma ha bisogno di un mentore che non avete. Il freelance part-time mascherato da dipendente — se volete qualcuno part-time, pagate un freelance vero.
Quanto costa davvero: i numeri reali
Stipendio lordo annuo (Milano, 2025): 26.000-35.000 euro RAL per un profilo 2-4 anni. Costo aziendale totale: circa 35.000-48.000 euro/anno (contributi, TFR, tredicesima). Spalmato su 12 mesi: 2.900-4.000 euro/mese.
Budget strumenti: 200-500 euro/mese per tool (CRM, email marketing, design, analytics, social scheduling). Alcuni gratuiti (Canva base, Google Analytics, Mailchimp fino a 500 contatti), altri a pagamento.
Budget ads: almeno 500-1.000 euro/mese per dare al dipendente qualcosa da gestire. Senza budget pubblicitario, il marketing del dipendente è solo organico — lento e limitato.
Totale annuo reale: 45.000-65.000 euro per il primo anno (dipendente + strumenti + ads). Non è poco per una PMI — ma è il costo di NON fare marketing strutturato che dovete confrontare: quanti clienti perdete ogni mese perché il sito è fermo, i social sono vuoti, e le email non partono?
L’alternativa ibrida: dipendente junior + agenzia
Il modello che funziona meglio per le PMI tra 500K e 2M di fatturato: un dipendente junior (24.000-28.000 RAL) che gestisce l’operatività quotidiana (social, email, contenuti base) + un’agenzia in affiancamento (500-1.500 euro/mese) che fa strategia, campagne ads, e mentoring del junior. Il junior impara, l’agenzia porta competenze specialistiche, e voi avete marketing strutturato a un costo sostenibile. Dopo 12-18 mesi il junior è cresciuto abbastanza da ridurre il supporto dell’agenzia.